Rivoluzione di febbraio in Russia
1917
L'evento nel dettaglio
La Rivoluzione di febbraio (conosciuta anche come rivoluzione democratico-borghese di febbraio o rivoluzione di marzo) è la prima fase della Rivoluzione russa del 1917.
Frutto della sollevazione, in gran parte spontanea, della popolazione e della guarnigione di Pietrogrado, avvenuta tra il 23 ed il 27 febbraio (secondo il calendario giuliano vigente allora in Russia; tra l'8 e il 12 marzo nel calendario gregoriano), provocò l'abdicazione dell'imperatore Nicola II, la fine della dinastia dei Romanov e dell'Impero russo che durava da quasi 200 anni.
La principale conseguenza della rivoluzione fu l'instaurazione di un governo provvisorio russo - con a capo Georgij L'vov prima e soprattutto Aleksandr Kerenskij poi - che però insistette nel mantenere il paese in guerra contro gli imperi centrali e non riuscì a risolvere i gravi problemi che lo affliggevano: la Rivoluzione d'ottobre che sarebbe seguita dopo poche settimane portò al potere i bolscevichi e diede il via alla lunga e devastante Guerra civile russa.
Minimizzata dagli storici sovietici e occidentali per quasi tutto il Novecento, la rivoluzione di febbraio è stata rivalutata a partire dalla fine degli anni '80, tanto che da allora per una parte degli studiosi è diventata la vera e principale rivoluzione del 1917, molto di più di quella di ottobre.
